Esche morbide in torrente … e non solo

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La magia della pesca in torrente

di Alessandro Aringhieri

Nel mondo della pesca alla trota, gli artificiali in silicone rappresentano la vera novità degli ultimi tempi, un vero e proprio boom, e non solo nei laghetti a pagamento, dove i livelli di frequenza dei pescatori a pesca di grosse trote ha raggiunto livelli altissimi, ma anche nelle turbinose acque dei torrenti di montagna e dei fiumi del piano.

I puristi della pesca alla trota in torrente storceranno il naso ma gli artificiali in silicone sono una grandissima realtà per la pesca ai salmonidi. Ricordo ancora nei primi anni 90 quando scrivevo articoli per le maggiori testate Italiane di pesca sportiva, riguardanti gli artificiali morbidi in acque veloci. Allora ho avuto delle animate discussioni con pescatori del settore che obbiettavano sulla scarsa efficacia di questi artificiali per le trote ed anche per i timidi cavedani dei fiumi.

Devo dire che le prime esche siliconiche le ho testate proprio con i sospettosi ciprinidi ed è stato un successo tecnico personale che ha cambiato il mio modo di vedere la pesca in acque veloci. Spesso e volentieri il cavedano era per me fonte di prova e di innovazione tecnica. Tante esche per la pesca a spinning le ho testate proprio con questo guardingo pesce, e state pur certi che se funzionavano con questi abitanti delle acque del piano anche le trote dei fiumi e dei torrenti della nostra bella penisola non rimanevano insensibili al fascino degli artificiali morbidi.

Gli artificiali in silicone sono esche di origine Americana, e sono stati studiati appositamente per pesci come il black bass, luccio e lucioperca. Nel tempo l’utilizzo delle esche siliconiche si è evoluta a tutti i pesci predatori di acqua dolce. Per le trote fario i primi artificiali ad essere introdotti in Italia sono stati i micro grub, i tube jig, gli shad, i trout worm e i jigs in genere di piccole dimensioni nati per la cattura di pesci d’oltre oceano che non raggiungono mai eccessive dimensioni come i crappie e i panfish.

Naturalmente anche l’attrezzatura sarà in relazione al peso e al volume dell’artificiale, per cui dovremo pescare con canne leggere e sensibili, con monofili e trecciati adatti alla situazione. Il capostipite delle esche siliconiche per la pesca alla trota è stato senza ombra di dubbio un piccolo pesciolino denominato “shad” innescato in testa con una semplice testina piombata. Una facile imitazione di quello che si trova in natura sotto la superficie dell’acqua, ovvero i piccoli pesci, il pasto principale delle grosse trote.

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Una bellissima fario catturata da Alessandro Aringhieri con un’esca ‘morbida’

 

Da allora un mondo di buste e vasetti più o meno aromatizzati hanno invaso i negozi di pesca. Poi sono arrivati i Giapponesi con le loro idee innovative e l’esasperata ricerca tecnica hanno rivoluzionato per sempre la pesca moderna a spinning con attrezzature ed artificiali da perdere la testa, costruiti sapientemente per il piacere estremo dell’abboccata, della ferrata e del recupero del pesce. Insomma, per il puro divertimento di una pesca moderna e al passo coi tempi.

CENNI DI STORIA

Le origini degli artificiali morbidi hanno inizio negli anni 60 con Creme e Fliptail che si spartivano una grossa fetta del mercato Americano delle esche in gomma. La prima puntava su di un verme dalla coda dritta, mentre la Fliptail introdusse per prima i vermi con una colorazione innaturale, dotati di una coda piatta. Alla Mann’s Bait Company, una potenza nel settore degli artificiali da pesca si deve il primo jelly worm di Tom Mann, i Jelly Waggler ed altri. I colori per la Mann divennero dei sapori anticipando le tendenze future. Negli anni 70 la Mister Twister inventò un verme rivoluzionario a coda riccia, il Phenom Worm.

L’onda d’urto si stava propagando in tutte le direzioni, combinazioni di colore, sale e aminoacidi fanno parte di questo immenso mondo di esche artificiali. Nel tempo, quando si e’ capito che anche le trote erano attratte da queste esche le più grandi aziende del mondo hanno studiato esche specifiche per i salmonidi, diventando una seria alternativa agli artificiali tradizionali, addirittura insostituibili per alcuni pescatori. Dai primi Sassy Shad e Sassy Shiner della Mister twister alle tecnologiche esche made in Japan il passo non è stato breve ma inesorabile e dopo alcune decine di anni il silicone nella pesca a spinning viene usato praticamente da tutti i pescatori.

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