La nascita del carpfishing … per un capello

di Marco Savarelli

Primo libro di KevinSiamo in Inghilterra ed il 1952, fra i pescatori dell’epoca sta per arrivare una notizia che cambierà per sempre il loro modo di vedere tale disciplina, si perché un loro collega di nome Richard Walker nel famoso Redmire Pool porta a guadino “Clarissa”una carpa regina del peso di 44lb (circa 20kg), la cattura fa il giro delle copertine delle migliori riviste di pesca dell’epoca, nasce così una sorta di caccia al pesce di taglia, la pesca alla carpa con la famosa pastella e bigattini comincia ad andare stretta agli Angler britannici che stufi di prendere insieme alle carpe anche cavedani, brem e altro pesce bianco, si ingegnano e induriscono sempre più i loro impasti, fino ad arrivare a cuocerli su acqua bollente. Ci siamo, stanno nascendo le prime “boilie paste bait” (esche di pasta bollite), uno dei primi Angler che ne parla è Jim Gibbison nel libro “Carp” del 1968.
Qualche anno dopo un certo Fred Wilton  sulla rivista “British Carp study group magazine” scrisse le seguenti parole “Per creare un’esca mescola gli ingredienti secchi che hai scelto, sbatti 6 uova normali aggiungile al miscuglio e miscela accuratamente, lascialo riposare qualche minuto poi rolla in palline e mettile in acqua bollente per un minuto e mezzo” .

l'Hair Rig

l’Hair Rig

I risultati non tardano ad arrivare dato che tali esche sono molto più selettive e meno aggredite dal pesce di disturbo, ma ancora manca qualcosa per far si che si parli di una tecnica ben precisa, unica e distinta dalle altre. Ci pensarono Kevin Maddocks e Lennie Middleton nel 1978, dopo ripetute prove ed osservazioni in acquario capirono che l’amo dentro a quell’esca bollita ci “stava stretto” essendo più dura della pasta creava problemi nell’allamare i pesci, così decisero di attaccare la boilie ad un amo tramite un capello (un filato molto sottile), tale sistema impediva anche che l’amo penetrasse troppo all’interno della bocca del pesce allamandolo nel labbro senza creargli troppi danni.
È nato l’hair rig e con lui una nuova tecnica dedicata alla pesca specifica di grosse carpe, il Carpfishing, le sue basi si fondono con la natura, il rispetto del pesce e il catch&release.
Molto velocemente tale tecnica sbarcó in gran parte d’Europa fino ad arrivare anche in Italia nel 1988 nella diga di Corbara, dove Dunkan key realizza una puntata di Fish Eye obbiettivo pesca dedicata al carpfishing.
Primo libro di CF in ItaliaNel 1991 anche l’italiani Giorgio Balboni, Massimo Mantovani, Paul Guggi e Maurizio Lamperti cominciano a scrivere articoli dedicati su “Pesca In” e Roberto Ripamonti su “Pescare”. in contemporanea, sempre Ripamonti , gira il primo video che parla di boilie e hair rig in un piccolo laghetto per l’enciclopedia “Arte della pesca”.
Il primo evento specifico di Carp Fishing fu organizzato nel 1993 da Luca Foroni alla cava “Il Botteghino” nei pressi di Soave di Mantova e sempre nel 1993 Roberto Ripamonti scrive il primo libro Italiano dedicato alla nostra tecnica “Carpfishing” pubblicato dall’editoriale Olimpia.
Di nuovo nel 1993 a Grosseto Roberto Ripamonti,Ezio Steri, Ivano Franci e Roberto Bellugi insieme ad un gruppo di grossetani fondano Carp Fishing Italia “CFI” la prima associazione del nostro movimento.
Nei soliti anni nasce anche la prima azienda dedicata al settore la Tecni Carp di Maurizio Lamperti, importatrice dei marchi Fox, Sbs, Maddoks, Kriston, Carp’R’Us, ecc… cosicché i negozianti cominciarono ad aprire gli occhi ed affacciarsi su un nuovo mondo potendo rifornirsi da lui con marchi storici e di qualità.
Nel 1999 in quel di Gonzaga si aprono le porte del 1 Carpitaly fiera dedicata interamente ad un unica tecnica di pesca e ben presto diventerà un vero e proprio punto di ritrovo per migliaia di appassionati e amici.
Bhe, il resto più o meno lo sappiamo, lo viviamo tutti i weekend in riva ad un lago, fiume o cava in attesa di scrivere anche noi la nostra storia.

to be continued …

Marco Savarelli ( nel centro ) con Francesco Ruscelli ( a destra) e Francesco Lacatus (a sinistra)

Marco Savarelli ( nel centro ) con Francesco Ruscelli ( a destra) e Francesco Lacatus (a sinistra)

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail