L’X FAXTOR del Bass Fishing

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Marco Calamai con un bellissimo Bass

di Marco Calamai

Mezzo secolo è lungo ed io le ho fatte proprio tutte. Cosa? Si chiederanno i miei giovani lettori. La risposta è semplice, le tecniche di pesca. Ovviamente mi riferisco a quelle lecite e sportive: le bombe, la varichina, il giacchio e la mazzacchera non rientrano nel mio perimetro di conoscenze.

Molto tempo è passato da quando la pera francese di sughero sparì nell’acqua dell’acqua dell’Arno tirata giù da quella che io chiamavo boga, ma è più probabile che fosse un triotto.

Ho peregrinato fra lasche e cavedani, carpe, saraghi, lucci e breme e infine ho trovato l’amore. Lui, il meraviglioso boccalarga. Un pesce incredibile, tutto potenza e spavalderia, un animale “sacro”.

A parte le canoniche esagerazioni il bass regala emozioni che pochi pesci possono regalare, non per la taglia, non per la bellezza, non per la generosità nelle abboccate, ma per l’attrattiva che esercita quando lo peschiamo con le esche artificiali. Lunatico è l’aggettivo che più frequentemente ho trovato associato a questo pesce, ma più ho approfondito, più ho ragionato e più mi sono reso conto che non è lui che è lunatico, siamo noi che spesso non ci abbiamo capito assolutamente niente.

Quante volta capita di sentir dire: eppure ieri con un verme verde ne ho presi 20! Oggi nemmeno una tocca, che pesce pazzo!!!

Invece il pesce non può essere pazzo, i fattori possono essere tanti, e la bravura del bassman è quella di cercare di considerarli tutti e trovare la chiave. Il motivo per il quale i fattori sono cambiati, una volta capito, i 20 pesci del giorno prima potranno diventare anche 30, perché il nostro amico – soprattutto se di taglia media – adora la promiscuità, vive in gruppo, quei gruppi che i bassman americani definiscono school ovvero scuole. Gruppi di predatori che sono anche in grado di collaborare fra loro, mi viene da dire come un branco di lupi.

Veniamo al primo e più importante di questi fattori: qual è la differenza sostanziale fra la pesca con artificiali e la pesca con esche naturali? È semplice: se usi esche naturali puoi attrarre il pesce con la pasturazione, se usi gli artificiali no.

Quindi sei tu che devi andare a trovarli, ecco l’ X FACTOR, trovare il pesce.

Il pescatore migliore al mondo in un lago senza pesci non prenderà niente, un mediocre in un pollaio invece si divertirà, e parecchio.

Come si fa a trovare il pesce? Apparentemente è facile, lo devi conoscere. Devi sapere come si comporta, quali sono le sue abitudini e i suoi comportamenti. Il range non è così vasto, il boccalone non legge libri, non guarda la televisione, non va al cinema e non segue la politica. Un boccalone fa essenzialmente 2 cose: si riproduce e mangia per vivere, stop, non c’è altro.

Vorrei, per quanto ovvio, riaffermare con forza un concetto che ci deve ispirare sempre, se vogliamo essere pescatori sportivi eticamente corretti: la riproduzione dei pesci è un periodo in cui dobbiamo rinunciare all’oggi per garantirci un domani. Quando il pesce è in frega non si disturba, non si va a pescarlo sul nido, togliere un pesce dal nido anche se lo reimmettiamo in acqua, soprattutto se è una grande femmina, equivale a togliere centinaia, forse migliaia di piccoli pesci dallo specchio d’acqua. Un danno incalcolabile e in fondo autolesionista.

Tornando al concetto che il bass fa essenzialmente 2 cose, riprodursi e mangiare, i periodi dell’anno in cui possiamo suddividere la bass season (cioè le stagioni del bass) sono queste:

  • pre-frega (o pre-spawn)
  • frega (spawn)
  • post frega (post spawn)
  • estate (summer)
  • autunno (fall)
  • inverno (winter)

in realtà la schematizzazione è sempre una necessità di sintesi dell’uomo, per capire, ma gli schemi con il boccalone, spesso saltano perché, come ho già detto, i fattori sono tanti – li svilupperemo meglio in qualche occasione futura.

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Sua eccellenza il ‘Bass’ l’animale sacro di tutti i bassmen

L’importante è avere chiare le basi, poi va applicato il fosforo, il ragionamento e, cosa più importante, l’esperienza. L’esperienza sull’acqua, l’esperienza nella costruzione e nella elaborazione delle esche, l’esperienza personale, non i discorsi, le chiacchiere, i post sui social network, e così via. Tutte cose divertenti, ma s’impara poco.

L’esperienza, se a supporto di una mente fertile e appassionata, è il fattore più importante e non si compra e non si legge, l’esperienza personale va fatta, altrimenti è un’altra cosa, sono informazioni che comunque vanno verificate.

L’ultimo consiglio di oggi: sentitevi un tutt’uno con la natura, respirate profondamente l’aria del mattino, curate le vostre prede e rispettatele, ascoltate la pioggia che a volte vi bagna e godetene la massimo, prendete tutta questa energia positiva, lasciate in cambio qualcosa di vostro, una lacrima, un ricordo, un sorriso e siate riconoscenti alla natura per poter tornare alle vostre famiglie e al vostro lavoro come persone migliori.

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